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Il nuovo e-book di Panergèia In evidenza


Questo lavoro pone l’accento sul “gesto” inteso come “movimento”.
Il “movimento” diventa “presa di possesso” dello spazio, quindi, principio di relazione con il Sé e con l’altro da Sé.
Dall’atteggiamento posturale si diparte una concatenazione di movimenti che possono essere seguiti solo in base a quell’atteggiamento specifico: un gesto armonico corrisponde ad un fluire di movimenti frutto di un atteggiamento posturale ottimale, mentre una “corazza muscolare” coarta ed inibisce la spontaneità del movimento stesso.
La postura è vista come un “equilibrio dinamico”: esso può essere mantenuto con un “minimo tono” muscolare o con un ipertono muscolare. Se viene mantenuto con il “minimo tono” ci adattiamo alla forza di gravità che rappresenta il primo ostacolo, la prima frustrazione che ci troviamo ad affrontare quando veniamo alla luce; se ci tendiamo contro di essa, questa tensione inibirà i movimenti dando luogo a quelle tensioni croniche che formano la “corazza muscolare”.
L’equilibrio tra tensione e dilatazione è la condizione essenziale per un equilibrio posturale e dinamico che crea “il minimo tono”: se prevale la tensione avremo blocchi posturali che saranno rilevabili dagli atteggiamenti motori compreso quello “dello scrivere”, se prevale la dilatazione vi saranno compensazioni motorie che coarteranno la fluidità del movimento stesso.

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